Il Mare Adriatico

Il Mar Adriatico, sin dall’antichità è stato luogo di scambio di merci, di culture e di idee. L’Adriatico costituisce una connessione diretta tra le sponde italiane orientali e le rive dei paesi balcanici, lambendo le coste di Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro ed Albania. Il Mar Adriatico presenta una larghezza di 150 km circa e una lunghezza di 800 km, pari all’estensione della penisola italiana dal Friuli Venezia Giulia fino all’estremità meridionale della Puglia, in corrispondenza di Santa Maria di Leuca, in località Punta Meliso, dove convenzionalmente se ne demarca il confine con il Mar Ionio.
La profondità dei fondali adriatici non raggiunge valori molto elevati, e ciò è dovuto alla conformazione territoriale dell’area che prevede la presenza di una piattaforma continentale nell’alto Adriatico, in corrispondenza del Golfo di Venezia, limitandone la profondità ai 300 metri, e vede come massimo valore i 1222 metri nel tratto compreso tra Bari e la prospiciente costa montenegrina.

Il principale problema riscontrabile lungo i litorali sabbiosi, che si manifesta in maniera particolarmente intensa lungo il versante adriatico, considerando che Veneto ed Emilia Romagna sono le regioni che presentano le spiagge sabbiose più estese dell’intero Paese, è quello dell’erosione costiera, la cui origine è imputabile alla crescente pressione antropica lungo i litorali. Secondo i dati forniti dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nel periodo compreso tra il 1950 ed il 1999 il 46% delle coste sabbiose ha subito un arretramento della linea di costa superiore ai 25 metri.

La costa adriatica si distingue dalla tirrenica, oltre che per la cospicua presenza di estesi tratti sabbiosi, anche per la presenza di ambienti lacunari, di cui il più esteso coincide con il delta del Po, che costituiscono ambienti estremamente interessanti per l’ecosistema ambientale e per l’avifauna che li frequenta.

Una peculiarità del Mar Adriatico, dovuta alla sua conformazione a bacino semichiuso, consiste nel presentare alti valori di marea, che possono raggiungere anche il metro di altezza nella parte a Nord, ed in particolare nella laguna veneta, dando origine al famoso fenomeno dell’acqua alta.

Inoltre, a differenza del versante tirrenico, il Mar Adriatico presenta solitamente una condizione delle acque decisamente più quieta, e ciò è confermato dalle statistiche che registrano una media di 12-15 mareggiate all’anno con altezze intorno ai 5-6 metri, mentre nel Mar Tirreno annualmente si registrano 12-20 episodi con altezze di 6,8 metri (fonte: elaborazione ISPRA su dati rilevati dalla Rete Ondametrica Nazionale).

Relativamente al tema dell’inquinamento delle acque, il Mar Adriatico, cosi come altre aree del Mediterraneo, presenta, salvo alcuni sporadici ed isolati casi, dei livelli conformi rispetto alle normative europee vigenti di concentrazione di indicatori di contaminazione, quali Enterococchi ed Escherichia Coli, nonché di microalghe bentoniche Ostreopsis Ovata, che quando presenti risultano essere causa di elevati livelli di tossicità per l’uomo e per l’ambiente marino. E’ tuttavia riscontrabile in forme evidenti nell’Adriatico nord occidentale il fenomeno dell’eutrofizzazione, consistente in un’eccessiva fioritura delle alghe marine, e causa di un depauperamento dell’equilibrio ecosistemico marino. Tale concentrata manifestazione di fioriture algari è imputabile allo scarico in mare delle sostanze nutrienti provenienti dal fiume Po e conferite in mare, e non è riscontrabile nelle restanti aree.

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